Cane o gatto abbandonato o ferito: chi chiamare?

Cane o gatto abbandonato o ferito: chi chiamare?

4 Marzo, 2020 Off Di Ilenia Rescignano

Ce lo chiediamo spesso: chi devo chiamare se trovo un cane o gatto abbandonato o ferito per strada?

O se vedo qualcuno che investe un animale e scappa oppure lo sta maltrattando?

Su internet si trova sempre lo stesso articolo scopiazzato su vari siti e pieno di inesattezze. Seguendo le istruzioni fornite nei blog, si può rischiare di commettere degli errori e dover pagare di tasca propria multe o le spese veterinarie per un cane ferito, semplicemente perchè si ignorano le norme.

Vediamo quindi insieme cosa fare in caso di situazioni di emergenza. Dato che spesso, in caso di difficoltà, si agisce “di pancia” rischiando magari un morso oppure di provocare un incidente automobilistico, vi prego di fare molta attenzione a questa guida e di inoltrarla a più persone possibile, in modo che siano preparate nel momento in cui ne avranno bisogno.

 

Cane abbandonato e non ferito: cosa fare?

Quando si trova per strada un cane o un gatto che non ci sembra ferito, cerchiamo di avvicinarci dolcemente, chiamandolo con voce calma. Cerchiamo di capire se è amichevole o ci sta mandando segnali di stress, per evitare che possa morderci o graffiarci.

Controlliamo se ha un collare, una medaglietta, un qualsiasi segnale identificativo (qualche cane più anziano potrebbe avere ancora il tatuaggio all’interno della coscia destra). Se non ha il collare, potrebbe avere il microchip sottopelle, ma questo può essere letto solo tramite uno strumento apposito, in dotazione alla Polizia locale. Oppure potrebbe essere un randagio o un animale mai identificato dal proprietario (ricordo che l’identificazione è obbligatoria per i cani dal 2005 in tutta Italia e per i gatti dal 2020 in regioni pilota).

Va da se’ che per ritrovare il proprietario si dovranno chiamare le forze dell’ordine o il servizio veterinario della ASL di zona, che provvederanno alla lettura del microchip ed alla consegna del cane o gatto al proprietario o al rifugio per randagi, se non è identificato. A seconda di dove ritroviamo il cane potremmo dover chiamare i vigili urbani, l’anas, il servizio autostrade italiane, la polizia provinciale o anche, se siamo in dubbio, i carabinieri, l’ospedale o la polizia stradale.

L’intervento delle forze dell’ordine deve essere tempestivo: pensate ad un cane o un gatto che attraversa ripetutamente una strada a scorrimento veloce, confuso. Può essere investito o causare un incidente. Nel dubbio si può comporre il 112 o 113 e chiedere a loro i numeri giusti.

Se invece il randagio è in zona urbana, lo vediamo in giro da solo da giorni e non ha un proprietario, la cosa migliore è fare una denuncia scritta al comando di Polizia locale del proprio Comune, in modo che venga accalappiato e controllato il microchip.

La denuncia è importante perché se si consegna un cane ad una struttura pubblica di accoglienza per animali senza presentare il verbale firmato dalla Pubblica autorità, la struttura presupporrà che tu sia il proprietario dell’animale e farà pagare tutte le spese di mantenimento, come se fosse una normale pensione.

Se presso la struttura di accoglienza non c’è posto, il cane o il gatto potrebbe essere affidato momentaneamente a chi lo ritrova, finchè non si risale al proprietario o si libera un box.

Cane abbandonato ferito: cosa fare?

Se invece il cane o il gatto è ferito, bisogna fare molta attenzione perchè potrebbe mordere o graffiare per il dolore ed inoltre spostarlo potrebbe peggiorare la situazione.

In questo caso è necessario attivare tempestivamente i servizi veterinari ASL. Questo in Italia non è affatto facile: spesso né i vigili urbani né le ASL hanno un numero di emergenza attivo H24 (anche se la legge lo imporrebbe). Molto spesso gli unici a rispondere di domenica o di notte sono i carabinieri, che però possono risalire al veterinario ASL reperible e richiederne l’intervento.

Nella nostra zona, si può chiamare l’ospedale di Praia a Mare (0985-7041) e chiedere il contatto del veterinario reperibile, oppure i vigili urbani (0985-282208) se l’animale non è ferito.

Se il cane è ferito perché investito da un’auto che poi non si è fermata per prestare soccorso all’animale, si deve predere il numero di targa e poi segnalare alle forze dell’ordine: il Codice della strada, infatti, stabilisce che chi ha provocato un incidente dal quale sia derivato un danno ad un animale di affezione, da reddito o protetto, è tenuto a fermarsi e a garantire il tempestivo soccorso [1]. Chi non rispetta questa norma rischia una sanzione da 413 a 1.656 euro (fonte: laleggepertutti.it).

 

 

Cane abbandonato: cosa NON fare?

Ciò che non bisogna fare quando si trova un animale abbandonato è proprio ciò che invece le persone fanno più di frequente: ignorarlo, dargli da mangiare, raccoglierlo e portarselo a casa, lasciarlo ad un’associazione animalista o correre dal veterinario più vicino.

Non c’è nulla di davvero sbagliato in queste cose, molto spesso si reagisce così perchè non si sa bene cosa fare, a chi rivolgersi oppure perchè dai servizi pubblici si ricevono risposte elusive e lente (comprendo perfettamente: sono la prima a chiamare almeno una volta al mese i vigili urbani per cani persi, abbandonati, lasciati vagare ecc).

Ma vi spiego perchè tutte queste azioni non andrebbero fatte.

Ignorare un animale che si è perso perchè siamo convinti che il proprietario è vicino o che sappia tornare a casa da solo, oltre ad essere pericoloso per l’animale stesso, può essere pericoloso per automobilisti, ciclisti, bambini o altri animali (per esempio nel caso si tratti di un cane spaventato e aggressivo).

Dategli pure da mangiare, se ha fame, ma intanto attivatevi per cercare il proprietario o chiamate le autorità per far leggere il microchip. Limitarsi a dare da mangiare ad un randagio perchè ci dispiace, farà sì che egli inizi a vederci come il suo capobranco. Magari ci aggiungiamo due carezze, un riparo dal freddo, la possibilità di entrare in casa nostra o nel giardino… in poco tempo, quel cane o gatto si sentirà a casa sua. Se non siamo disposti ad adottarlo, è meglio denunciarne la presenza, in modo che venga portato al rifugio e gli venga trovata una famiglia che lo voglia davvero.

Caso inverso: trovo un animale e lo porto via con me perchè voglio adottarlo. Non tutti gli animali vaganti sono stati abbandonati. Da qualche parte può essserci una famiglia che lo sta cercando, dei bambini che stanno piangendo. Per il cane o gatto stesso, è sempre meglio ritornare a casa dalla sua famiglia adottiva. Prima di affezionarvi troppo ad un trovatello, controllate sempre se c’è il microchip, se ci sono denunce di smarrimento o comunque se qualcuno lo sta cercando: troppo spesso sento dire “la gente è cattiva, questo lo hanno abbandonato” e poi si scopre che i proprietari lo stavano cercando ovunque. A questo proposito: è tutto più facile se l’animale è microchippato e soprattutto se le informazioni nel microchip sono aggiornate (indirizzo e numero di telefono del proprietario).

Riguardo alle associazioni animaliste, “scaricare” loro tutti gli animali randagi non è una buona azione. In queste associazioni ci sono persone normali che investono il proprio tempo ed i propri soldi per dare una mano. Se dovessero portarsi a casa tutti gli animali trovati, in poco tempo avrebbero un canile invece di un’abitazione. A meno che non ci sia proprio impossibile tenere quel cane o gatto per qualche giorno, finchè i vigili o le associazioni non gli trovano una sistemazione, sarebbe meglio offrirsi di dare una mano (anche economica) all’associazione, invece di pretendere che se ne occupino sempre loro. Le associazioni possono dare utili consigli ed attivarsi, ma diamo una mano anche a cercare il proprietario, pubblicare le foto sui social, cercare un amico che sia disposto all’adozione. Insomma: per una volta, facciamo una buona azione anche noi!

Riguardo al portare il cane da un veterinario privato, scegliendo di non chiamare il servizio pubblico, questo succede spesso perchè nemmeno sappiamo che esiste un servizio veterinario pubblico. Il servizio veterinario pubblico è riservato a randagi o persone con isee bassi, quindi coloro che non possono permettersi le spese di un medico veterinario privato.

Spostare un animale ferito può aggravarne la situazione oppure farci rischiare un morso o un graffio (l’animale non ci conosce ed è dolorante e spaventato).

Inoltre, se si decide di andare in una clinica privata, succede la stessa cosa che succede quando andiamo in una clinica privata umana: ci vengono addebitate le spese.

 

 

Su quasi tutti i siti web che parlano di soccorso ai randagi, c’è scritto che il veterinario privato ha l’obbliigo di soccorso in base all’articolo 16 del codice deontologico. Sotto, l’articolo 16:

Art. 16 – Dovere di adempimento previdenziale e fiscale – Il Medico Veterinario deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi veterinari nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti.

Confusi? Anche io. Perchè lo hanno scopiazzato a vicenda senza nemmeno controllare che il testo che copiavano fosse esatto. L’articolo a cui fanno riferimento, verosimilmente è l’articolo 14:

Art. 14 – Dovere di assistenza – Il Medico Veterinario ha l’obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza.
Tale dovere non preclude la richiesta di un onorario commisurato all’entità delle prestazioni.

Del quale omettono, volutamente, l’ultima frase.

Aggiunto alle leggi che regolano il rapporto tra veterinario privato e cliente, che obbligano il veterinario a far firmare, prima di eseguire qualsiasi prestazione, i consensi ed il preventivo di spesa al conduttore dell’animale, equiparandolo di fatto al legale proprietario, si comprende come, scegliendo di portare un randagio da un veterinario privato, si annulli il pubblico soccorso, rendendoci implicitamente i proprietari dello stesso (come nel caso del rifugio citato più su).

Fortunatamente, il 100% dei veterinari cerca di andare incontro a chi soccorre un randagio, ma spesso le cure richieste per un investito possono comportare svariati giorni di degenza, analisi, interventi chirurgici, ecc…, rendendo di fatto impossibile prestare soccorso gratuitamente a questi animali.

Scegliamo quindi, dove possibile, di attivare il servizio pubblico, che paghiamo già con le tasse e quindi non ci comporta altri oneri se il cane o gatto non è nostro e non abbiamo intenzione di adottarlo.

 

Animale selvatico ferito: cosa fare?

E se invece si tratta di animali selvatici? Beh, questo lo spiegheremo in una guida a parte.

Se siete arrivati fin qui vi ringrazio per l’attenzione.

 

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