Emergenza sanitaria SARS-COV-2 e cure veterinarie: facciamo chiarezza

Emergenza sanitaria SARS-COV-2 e cure veterinarie: facciamo chiarezza

28 Marzo, 2020 Off Di Ilenia Rescignano

Con le nuove norme che limitano gli spostamenti, sono nati una serie di problemi: ad esempio, non ci si può recare nei Comuni limitrofi per gli approvvigionamenti. Gli improvvisi cambi di dieta hanno provocato problemi come dermatiti e diarree ad alcuni pazienti.

Inoltre, se stanno male, può essere difficile spostarsi per portarli dal veterinario.

 

 

Non è ancora chiaro cosa succederà alle autocertificazioni ed alle varie denunce, una volta finita l’emergenza.

Cerchiamo quindi di individuare una serie di punti chiave.

 

1- tutti i veterinari d’Italia hanno subito un blocco per decreto ministeriale e disposizioni delle Regioni e degli Ordini provinciali. L’attività viene limitata alle sole urgenze e interventi non rimandabili. Ma chi decide cosa è urgente? Naturalmente è IL VETERINARIO che cercherà di effettuare un triage telefonico per capire se il paziente va visitato subito o può aspettare la fine della quarantena. Per questo viene data disposizione di contattare prima il veterinario telefonicamente e farsi inviare via mail (se possibile) l’attestazione che dichiara che il paziente deve recarsi in ambulatorio o clinica (vale anche per andarli a riprendere).

2- recarsi dal veterinario per prestazioni non urgenti, come il vaccino (ammesso solo se sono cuccioli), può esitare in una denuncia. Viceversa, non recarsi dal veterinario per animali che stanno male, può esitare in una denuncia per maltrattamento ed omesse cure. Vi consigliamo, quindi, di consultare sempre prima il veterinario.

3- richiedere la prestazione domiciliare non consente di aggirare il decreto. Anzi, dovendo i veterinari lavorare solo per emergenze, le visite domiciliari sono quasi completamente sospese da parte della maggior parte dei veterinari d’Italia. Ricordiamo che il CVS non effettua urgenze a domicilio, considerando che se il paziente è grave, c’è bisogno di un certo tipo di attrezzatura di urgenza, disponibile solo in struttura.

4- se siete in quarantena forzata perchè siete venuti a contatto con infetti o siete positivi, NON DOVETE RECARVI DAL VETERINARIO, nè chiamarlo RICHIEDENDO UNA VISITA A DOMICILIO, pena la denuncia per contagio colposo. In questi casi il veterinario allerterà la protezione civile o i vigili, che si occuperanno del trasporto del paziente in struttura.

 

 

5- se ci si reca dal veterinario e si viene fermati, bisogna avere con se’ l’autocertificazione che attesti lo spostamento per necessità. Inoltre, se da un controllo futuro dovesse venire fuori che i documenti non sono in regola (cane sprovvisto di microchip, mancanza di fatturazione della visita eseguita, assenza di cartelle cliniche, ecc…), si potrebbe incorrere in ulteriori sanzioni. Una volta che tutto questo sarà finito, invito chi non fosse in regola con il microchip a provvedere a REGISTRARE IL PROPRIO CANE in anagrafe, onde evitare problemi futuri.

6- una volta arrivati dal veterinario, rispettare il numero massimo previsto in sala d’attesa (nella mia è due persone) ed il metro di distanza. Se la sala d’attesa fosse già occupata, si dovrà aspettare fuori. Può entrare un solo accompagnatore per paziente e dovrà essere dotato di mascherina e guanti o dovrà attendere in sala d’attesa.

7- per pazienti in terapia cronica, si può richiedere la ricetta direttamente via mail o al telefono, grazie al nuovo sistema -elettronico. Ci si può recare tranquillamente in farmacia, sempre con l’autocertificazione.

 

Importantissimo, soprattutto in questo momento, sapere come comportarsi davanti ad un animale in difficoltà che non sia il nostro: si potrebbe incorrere in sanzionamento. Consiglio quindi di leggere anche cosa fare in caso si rinvenga un animale vagante:

Cane o gatto abbandonato o ferito: chi chiamare?

 

Che succede alla fine del lock down? Non lo sappiamo. Probabilmente si potrà ricominciare ad offrire prestazioni di routine, ma con limitazioni: solo su appuntamento, una persona alla volta, 1 mt di distanza in sala d’attesa, indossando mascherine e guanti.

Ricordiamo che le notizie riguardo a contagi da parte di animali domestici sono FAKE NEWS: i nostri animali domestici non si ammalano di COVID-19, nè possono trasmetterlo all’uomo.

 

 

Potrebbero anche interessarti:

Primavera: proteggiamoli dai parassiti

Come somministrare un farmaco?

Endoparassiti: ci sono ma non si vedono