Sterilizzazione e castrazione: differenze?

Sterilizzazione e castrazione: differenze?

14 febbraio, 2017 Off Di Ilenia Rescignano

La sterilizzazione di un animale domestico è sempre una decisione controversa: può apportare benefici alla salute dell’animale ed anche al nostro rapporto con esso, ma ci priva di una serie di esperienze da vivere con il nostro pet, a cui non tutti sono disposti a rinunciare.

Inoltre negli anni sono comparse alcune false credenze su questo argomento, che creano confusione, soprattutto in chi si appresta a prendere un animale per la prima volta.

DIFFERENZE TRA STERILIZZAZIONE E CASTRAZIONE

La castrazione consiste nell’asportazione completa delle gonadi (testicoli o ovaie).

La sterilizzazione, invece, consiste nell’impedire all’animale di riprodursi con metodi che non rimuovono le gonadi (chiusura delle tube, vasectomia) o metodi farmacologici temporanei.

Spesso, però, queste due parole vengono utilizzate in maniera impropria, per indicare la privazione dell’attività ripsroduttiva, rispettivamente nel maschio e nella femmina.

QUALI ANIMALI DEVONO ESSERE STERILIZZATI?

Di solito si consiglia di castrare i meticci e tutti gli animali che non si desidera far riprodurre.

I canili sono pieni di cani e gatti che nessuno adotta, quindi sarebbe opportuno evitare di aumentarne il numero.

Inoltre non si devono far riprodurre animali portatori di malattie ereditarie (per esempio la displasia d’anca).

Ricordiamo che, per legge, cani e gatti sprovvisti rispettivamente di pedigree ENCI e ANFI sono da considerarsi meticci e quindi da escludere dalla riproduzione.

Evitiamo anche di far riprodurre i nostri amici a quattro zampe, se non abbiamo tempo di seguire la gravidanza.

Gli animali non castrati scappano, litigano con altri animali, possono finire sotto una macchina e contrarre malattie gravi dai loro simili randagi o vaganti.

Risolvere uno di questi problemi può costare FINO A 10 VOLTE DI PIÙ di un normale intervento di routine.

Voluminoso tumore mammario in cagna non castrata

PERCHÉ STERILIZZARE?

Sterilizzare gli animali che non vogliamo far riprodurre è un gesto di CIVILTÀ che aiuta a combattere il fenomeno del randagismo ed evita che i randagi sporchino e portino MALATTIE GRAVI che potrebbero colpire anche te.

Studi recenti hanno dimostrato come la castrazione precoce (prima dei 2 anni) sia protettiva nei confronti di molti tipi di tumore, come quelli mammari ed alla vescica.

Gli stessi studi hanno inoltre dimostrato che nelle razze grandi o giganti la castrazione prima del primo calore può portare un maggior numero di problemi articolari.

Si consiglia quindi di castrare animali di grossa taglia dopo l’anno di età (dopo due calori), mentre quelli di piccola taglia prima dell’anno di età (dopo un calore).

Non è necessario (anzi, è sconsigliato) farle accoppiare prima di castrarle.

Uno studio del 2012 ha dimostrato anche che le femmine castrate hanno meno probabilità di sviluppare epilessia rispetto a quelle non castrate, che spesso vengono sottoposte ad eutanasia a causa della gravità di queste crisi epilettiche.

Nel maschio, invece, alcuni studi sembrerebbero dimostrare una maggior frequenza di carcinomi prostatici nei castrati rispetto agli interi.

Se si possiede un animale di razza e si desidera farlo riprodurre, si consiglia di iniziare a pensarci immediatamente e di farlo tra il secondo e il quinto anno di vita.

Gravidanze in età avanzata possono essere fatali per mamma e cuccioli.

Mamma e cucciolo dopo il cesareo: quando non riescono a partorire da sole è necessario l’intervento chirurgico

Per quanto riguarda gli animali non convenzionali, si consiglia la sterilizzazione di conigli e furetti di ambo i sessi per ridurre gli odori forti emessi da alcuni di loro, alcuni tipi di problemi comportamentali e per la prevenzione di alcune patologie, come i tumori mammari, molto frequenti in queste specie.

COME SI STERILIZZA?

Al momento l’unico metodo ritenuto sicuro e duraturo è la CASTRAZIONE CHIRURGICA, che consiste nell’asportazione dei testicoli nel maschio e di utero ed ovaie nelle femmine.

L’intervento viene eseguito (ovviamente) in anestesia generale.

Da qualche anno sono disponibili impianti sottocutanei della durata di 6-12 mesi, che hanno dimostrato una certa efficacia e sicurezza e possono essere utili per soggetti da accoppiamento ancora troppo giovani o pazienti con patologie.

Sconsigliati, invece, i metodi ormonali in compresse o iniezioni, perchè poco affidabili e molto dannosi, in quanto possono predisporre a tumori (unica eccezione, le compresse per l’iperplasia prostatica, che possono essere somministrate tranquillamente).

Inoltre questi farmaci possono essere usati al massimo per 4-5 volte e non certo per tutta la vita della paziente.

Falso:

  • devono fare almeno un calore o una cucciolata:
    • più calori e gravidanze fanno, più sono a rischio di sviluppare infezioni e tumori. Il numero ideale è ZERO!
  • se si accoppiano con un meticcio faranno sempre meticci:
    • i figli sono sempre del padre e della madre, non c’entrano le gravidanze precedenti

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